Chiesa in Italia e nel mondo

Chiesa in Italia e nel mondo

Misericordia et Misera

Misericordia et misera sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera (cfr Gv 8,1-11). Non poteva trovare espressione più bella e coerente di questa per far comprendere il mistero dell’amore di Dio quando viene incontro al peccatore: «Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia». Quanta pietà e giustizia divina in questo racconto! Il suo insegnamento viene a illuminare la conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia, mentre indica il cammino che siamo chiamati a percorrere nel futuro.
  
Questa pagina del Vangelo può a buon diritto essere assunta come icona di quanto abbiamo celebrato nell’Anno Santo, un tempo ricco di misericordia, la quale chiede di essere ancora celebrata e vissuta nelle nostre comunità. La misericordia, infatti, non può essere una parentesi nella vita della Chiesa, ma costituisce la sua stessa esistenza, che rende manifesta e tangibile la verità profonda del Vangelo. Tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre.
 
In allegato la lettera apostolica "Misericordia et misera" di Papa Francesco a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia.
 
Domenica 22 ottobre celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale, che quest'anno ha come tema "La messe è molta".
 
Papa Francesco ci ricorda che "La missione della Chiesa, destinata a tutti gli uomini di buona volontà, è fondata sul potere trasformante del Vangelo. Il Vangelo è una Buona Notizia che porta in sé una gioia contagiosa perché contiene e offre una vita nuova: quella di Cristo risorto, il quale, comunicando il suo Spirito vivificante, diventa Via, Verità e Vita per noi (cfr Gv 14,6). È Via che ci invita a seguirlo con fiducia e coraggio. Nel seguire Gesù come nostra Via, ne sperimentiamo la Verità e riceviamo la sua Vita, che è piena comunione con Dio Padre nella forza dello Spirito Santo, ci rende liberi da ogni forma di egoismo ed è fonte di creatività nell’amore".
 
In allegato il messaggio completo di Papa Francesco. 
Allegati:
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Dal sito della Diocesi di Padova:
 
 
“Diciamo di essere cristiani, diciamo di avere un padre, ma viviamo come, non dico come animali, ma come persone che non credono né in Dio né nell’uomo, senza fede, e viviamo anche facendo del male, viviamo non nell’amore ma nell’odio, nella competizione, nelle guerre. È santificato nei cristiani che lottano fra loro per il potere? È santificato nella vita di quelli che assoldano un sicario per liberarsi di un nemico? È santificato nella vita di coloro che non si curano dei propri figli? No, lì non è santificato il nome di Dio”.   (Leggi dal sito)
Al termine del Giubileo dela Misericordia, Papa Francesco ha istituito la Giornata Mondiale dei Poveri: «Sarà una Giornata che aiuterà le comunità e ciascun battezzato a riflettere su come la povertà stia al cuore del Vangelo e sul fatto che, fino a quando Lazzaro giace alla porta della nostra casa, non potrà esserci giustizia né pace sociale».
 
Il tema della Giornata, che il prossimo 19 novembre verrà celebrata per la prima volta" è "NON AMIAMO A PAROLE MA CON I FATTI". 
Nel Messaggio (che si può trovare in allegato) Papa Francesco ci ricorda che non dobbiamo pensare ai poveri "solo come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana, o tanto meno di gesti estemporanei di buona volontà per mettere in pace la coscienza". Siamo chiamati "a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, e a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce".
Allegati:
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Amoris Laetitia
 
La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa. Come hanno indicato i Padri sinodali, malgrado i numerosi segni di crisi del matrimonio, «il desiderio di famiglia resta vivo, in specie fra i giovani, e motiva la Chiesa». Come risposta a questa aspirazione «l’annuncio cristiano che riguarda la famiglia è davvero una buona notizia». [...] 
 
Questa Esortazione acquista un significato speciale nel contesto di questo Anno Giubilare della Misericordia. In primo luogo, perché la intendo come una proposta per le famiglie cristiane, che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia, e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la generosità, l’impegno, la fedeltà e la pazienza. In secondo luogo, perché si propone di incoraggiare tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia.
 
In allegato l'esortazione aposotolica di Papa Francesco "Amoris Laetitia" sull'amore e nella famiglia. 
 
 
Sento il bisogno di farmi presente in questo momento di sofferenza della nostra Diocesi, sofferenza per me, per i preti, i diaconi, le persone consacrate, ma anche per tutte le nostre comunità. Immagino quanto siano provate, confuse, scandalizzate da vicende collegabili con la nostra Chiesa. Non è la prima volta che viene messa a prova la fede di tanti di noi.
 
Anche a me stesso ricordo che ogni Cristiano, ogni credente resta un uomo, che ogni giorno deve rinnovare, proprio per la sua fragilità di creatura, la sua alleanza con il Signore e la sua comunione con lui e con la comunità. Il male esiste anche nelle chiese come nei singoli credenti. Spero che queste esperienze non facciano ritenere inutile il nostro impegno per il bene, per la purezza, per l’onestà e per tutte le altre virtù umane che noi cristiani riteniamo necessarie per raccontare la nostra fede. Non cambiamo la strada indicata dal Vangelo e insieme continuiamo a lottare per il bene, nonostante tutto!

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Laudato Si
 
« Laudato si’, mi’ Signore », cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: « Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba ».

Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che « geme e soffre le doglie del parto » (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.
 
In allegato l'enciclica "Laudato si'" di Papa Francesco.
 
Allegati:
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Evangelii gaudium
 
E' disponibile in allegato l'esortazione apostolica Evangelii Gaudium che Papa Francesco ha rivolto a tutti i battezzati, al termine dell'Anno della Fede 
Vale la pena leggerla e farla nostra, perché siamo tutti chiamati a condividerla e "viverla", favorendo la riflessione, la crescita e l'azione pastorale della Chiesa (e quindi anche della nostra parrocchia), per essere sempre aperti ed accoglienti e non trasformarci in un'élite autoreferenziale.
 
L'esortazione è un invito a riscoprire la gioia dell'annuncio del Vangelo nel mondo attuale, recuperando "la freschezza originale del Vangelo”, trovando “nuove strade” e “metodi creativi”, evitando di imprigionare Gesù nei nostri “schemi noiosi”. Occorre “una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno” e una “riforma delle strutture” ecclesiali perché “diventino tutte più missionarie”.
 
E' un documento di ampio respiro, "programmatico", con cui Papa Francesco definisce le linee guida del suo pontificato e traccia la strada che la Chiesa è chiamata a percorrere nei prossimi anni, rifuggendo dai rischi della mondanità, della lontananza dalla realtà concreta delle persone, della teologia da tavolino, e aprendosi all'accoglienza e alla missionarietà, perché "la Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c'è posto per ciascuno con la sua vita faticosa".
 
Pubblichiamo di seguito anche l'articolo di Avvenire del 26 novembre 2013, dove viene presentata l'esortazione apostolica.
Buona lettura!
 

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Lumen fidei

 
"La luce della fede possiede, infatti, un carattere singolare, essendo capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo. Perché una luce sia così potente, non può proce­dere da noi stessi, deve venire da una fonte più originaria, deve venire, in definitiva, da Dio. La fede nasce nell’incontro con il Dio vivente, che ci chiama e ci svela il suo amore, un amore che ci precede e su cui possiamo poggiare per esse­re saldi e costruire la vita."
 
In allegato l'enciclica "Lumen Fidei" di Papa Francesco.
 
 
Clicca sull'immagine per sfogliare l'enciclica on-line!
Allegati:
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